Tirati su, dicono

Questo viso sotto la mia mano non lo sento mio. La mano é la mia? La volontà è la mia? Posso ancora sollevarmi da questo pavimento dove sono sdraiato adesso? C’è qualcosa in cui mi trovi e mi ritrovi? Dov’è andato il fantasma della mia giovinezza, scontento del presente ma con lo sguardo rivolto al futuro? Ai sogni? Ai progetti? Alle idee? L’idea di vita come infinito, quella sembra dissolta. Non c’è più niente da raccontare e da raccontarsi, è tutto solido, concreto e attorno a noi: mura, porte, telefoni, orologi, calcoli, numeri come rocce. Tutto è pesante e mi àncora a questo pavimento. Ma c’è solo da tirarsi su e magari diventar bravi a non lamentarsi.

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